Progetto Educativo di Gruppo

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Progetto Educativo di Gruppo

Anni 2015-2019

Lo scopo dell'Associazione è contribuire, secondo il principio dell'autoeducazione, alla crescita dei ragazzi come persone significative e felici” (Patto Associativo AGESCI)

INTRODUZIONE

18 anni fa, dalla fusione di due gruppi scout, nasce il Milano 97. Siamo un unico gruppo presente su due Parrocchie (Santa Maria del Rosario e Gesù Buon Pastore e San Matteo): abbiamo due branchi, due reparti, una comunità di rover e scolte (composta da un noviziato e un clan) e una comunità capi. Il gruppo – come l'Associazione – accoglie e riunisce capi e ragazzi. Al 2015 contiamo 171 iscritti!

I capi, giovani impegnati volontariamente nel servizio educativo, partecipano ad un iter formativo obbligatorio e continuativo. Svolgono il loro servizio secondo il metodo e i valori educativi dell'Associazione, che si desumono dagli scritti e dalle realizzazioni pedagogiche di Baden-Powell, dalla Legge e dalla Promessa. Come ben esprime il nostro fondatore, “lo scoutismo è un gioco per ragazzi, diretto dai ragazzi, in cui i fratelli maggiori possono dare ai loro fratelli più giovani un ambiente sereno, incoraggiandoli ad attività sane che li aiuteranno a sviluppare il loro civismo” (Libro dei Capi).

Dai lupetti/coccinelle (8-12 anni) agli esploratori/guide (13-16 anni), fino ad arrivare ai rover/scolte (17-20 anni), il metodo scout basa il suo intervento su quattro punti elaborati da Baden-Powell: formazione del carattere, abilità manuale, salute e forza fisica, servizio al prossimo. L’AGESCI si basa su una visione cristiana della vita. I principi fondamentali propri dello scoutismo sono proposti attraverso un modello educativo che vede i giovani come protagonisti della propria crescita e tiene conto della globalità della persona e quindi della necessaria armonia con se stessi, con il creato, con gli altri. Il metodo scout offre ai ragazzi la possibilità di vivere esperienze educative comuni, aiutando a scoprire ed accogliere la propria identità di donne e uomini e a riconoscere in essa una chiamata alla piena realizzazione di sé e all'accoglienza dell’altro (coeducazione). Si propone inoltre di promuovere la dimensione della fraternità internazionale, che supera le differenze di etnia, nazionalità e religione, insegnando ad essere cittadini del mondo e operatori di pace.

A cadenza triennale, la comunità capi si impegna a definire il proprio progetto educativo di gruppo. Quest’ultimo è lo strumento che, ispirandosi ai principi dello scoutismo, individua le sfide con cui il gruppo è chiamato a confrontarsi. Il progetto assicura l’unitarietà della proposta educativa dell’Associazione tra le varie unità, la sua continuità tra le varie branche, il suo adattamento alle necessità del contesto in cui il gruppo vive. Dopo un lavoro di analisi, che ha coinvolto anche le famiglie del gruppo, abbiamo individuato cinque aree di intervento prioritarie:

  • Educare alla cittadinanza attiva
  • Educare alle competenze
  • Educare alla conoscenza e valorizzazione di sé
  • Educare alla progettualità
  • Educare alla fede
Gli obiettivi, scanditi sul triennio, indicano il percorso che vogliamo proporre ai bambini e ai ragazzi che ci sono affidati. Gli strumenti sono stabiliti annualmente ed esplicitati nel programma di unità, condiviso con le famiglie all’avvio delle attività

EDUCARE ALLA CITTADINANZA ATTIVA

L’educazione alla cittadinanza attiva e alla formazione di una coscienza politica sono alla base del metodo scout a tutti i livelli.

“La proposta scout educa i ragazzi e le ragazze ad essere cittadini attivi attraverso l'assunzione personale e comunitaria delle responsabilità che la realtà ci presenta. L'educazione politica si realizza non solo attraverso la presa di coscienza, ma richiede, nel rispetto delle età dei ragazzi e del livello di maturazione del gruppo, un impegno concreto della comunità, svolto con spirito critico ed attento a formulare proposte per la prevenzione e la soluzione dei problemi.”(Patto Associativo AGESCI)

In particolare abbiamo notato come spesso la vita di unità porti ad allontanarsi dalla realtà concreta di tutti i giorni e del territorio in cui si vive. Per questo una delle direzioni in cui lavoreremo nei prossimi anni sarà quella di una conoscenza approfondita del territorio (raggiunta vivendolo più intensamente) che ci porti a diventarne parte attiva e riconosciuta. Una seconda criticità che abbiamo osservato è la difficoltà a far incontrare la propria vita “scout” con quella “di tutti i giorni”. Per questo lavoreremo anche per far si che la propria unità sia vista come una realtà in cui condividere le proprie passioni e interessi e come un gruppo con cui realizzare attivamente la propria scelta politica aprendosi al mondo esterno.

VIVERE IL TERRITORIO

  • Scoprire/conoscere il territorio (I anno)
  • Partecipare alla vita del territorio (II anno)
  • Proporsi attivamente al territorio (III anno)

INFORMARSI E FARSI DOMANDE

  • Informarsi sui luoghi in cui si svolgono le attività, e interagirci il più possibile. (I,II,II anno)

UNO SCOUTISMO APERTO ALL’ ESTERNO

  • Evitare che l’attività scout sia scollegata da tutto ciò che succede nel mondo (I anno)
  • Far sì che durante le attività i ragazzi portino all’interno dell’unità i loro interessi e passioni vissuti al di fuori degli scout (II anno)
  • Far sì che si partecipi con la propria unità a proposte esterne a quelle prettamente scoutistiche (III anno)

INTERIORIZZARE I VALORI SCOUT

  • Acquisire consapevolezza di quali siano i valori scout (I anno)
  • Far sì che i ragazzi rivendichino il loro essere scout in attività, e si comportino di conseguenza (II anno)
  • Far sì che i ragazzi rivendichino il loro essere scout e si comportino di conseguenza anche al di fuori delle attività (III anno)

VIVERE ESPERIENZE DI SERVIZIO CHE AIUTINO A SVILUPPARE UNA COSCIENZA POLITICA

  • Conoscere il territorio per capirne le esigenze e sapere dove è possibile agire (I anno)
  • Valorizzare la dimensione politica del servizio come azione sul territorio (II e III anno)
EDUCARE ALLE COMPETENZE

Lo scautismo è un metodo attivo: si realizza attraverso attività concrete. I bambini e i ragazzi imparano facendo, privilegiando l'esperienza attraverso l'esercizio dell'osservazione, della deduzione e dell'azione. Le attività educative scout trovano forza nella vita all’aria aperta:

“L’uomo di città nei boschi irrobustisce il carattere e impara soprattutto le attitudini a fare fatica e a vedere l’essenziale che non si possono imparare in città, ma anzi che si possono ‘vivere in città’ solo una volta ‘imparate nei boschi’” (B.P.)

Per l’area di impegno “educare alle competenze” abbiamo deciso di focalizzarci su due aspetti: lo scouting e la cura del materiale. Per entrambi sono stati individuati tre passaggi di crescita: fare esperienza, acquisire abilità ed essere protagonisti del cambiamento. Pensiamo infatti che per i bambini e i ragazzi che frequentano il gruppo sia importante sperimentarsi con le tecniche proprie dello scouting (cucina, naturalismo, meteorologia, pioneristica, orientamento, trappeur, …) vivendo con essenzialità e in sicurezza la natura. Attraverso una rinnovata attenzione per il materiale vogliamo promuovere uno stile sobrio e attento a valorizzare le risorse che abbiamo a disposizione.

SCOUTING

  • Vivere lo scautismo (I anno)
  • Raggiungere le competenze proprie dello scautismo (II anno)
  • Saper valorizzare le competenze acquisiste per risolvere efficacemente i problemi (III anno)

CURA DEL MATERIALE

  • Rispettare il materiale proprio, altrui e comune (I anno)
  • Utilizzare il materiale in sicurezza(I anno)
  • Curare le sedi ed avere rispetto degli spazi e degli strumenti a disposizione (I anno)
  • Prendersi cura del materiale e saperlo riparare (II anno)
  • Promuovere autonomamente la cura del materiale
  • Promuovere il senso di appartenenza verso le sedi (III anno)
EDUCARE ALLA CONOSCENZA E ALLA VALORIZZAZIONE DI SÉ

All'interno del percorso scout, i bambini e i ragazzi si trovano a compiere scelte più o meno importanti, a partire da quale specialità fare fino ad arrivare alla scelta della partenza. Questo processo porta inevitabilmente ad interrogarsi e a conoscersi. L’incertezza riscontrata dai ragazzi nel fare queste e altre scelte, che riguardano anche la vita al di fuori dell’attività scout, ci ha spinto a inserire nel progetto educativo di gruppo un punto sulla conoscenza e la valorizzazione di sé.

“Il segreto di ogni sana educazione è di far sì che ogni allievo impari da sé” (B.P.)

Per garantire una piena e reale conoscenza degli altri, lo scautismo promuove all'interno del suo percorso, attività volte alla scoperta di sé, aspetto imprescindibile per costruire legami solidi con il prossimo. L’attività scout, con le sue molteplici sfaccettature, permette a ciascuno di riconoscere i propri talenti e i propri limiti, da mettere a disposizione della comunità o da superare grazie al supporto di essa. Per l’area di priorità “educare alla conoscenza e alla valorizzazione di sé” abbiamo deciso di focalizzarci su tre macro aree di impegno progressive nei tre anni: identità e immagine di sé, autonomia e responsabilità.

IDENTITÀ E IMMAGINE DI SÉ (I anno)

  • Conoscere le proprie capacità, potenzialità e talenti e sapersi valorizzare
  • Riconoscere modelli positivi a cui tendere
  • Riuscire ad esprimersi in maniera serena attraverso un uso sano del corpo e delle nuove tecnologie

AUTONOMIA (II anno)

  • Eliminare e/o gestire in modo sano l’ansia (scuola, futuro…)
  • Avere senso pratico
  • Riuscire ad individuare le motivazioni che possono spingermi a puntare in alto, anche sulla base di esperienze positive passate

RESPONSABILITÀ (III anno)

  • Sapersi assumere delle responsabilità in modo da meritare fiducia e crescere
  • Imparare a rispettare gli altri e riconoscere relazioni positive ed imparare a coltivarle
EDUCARE ALLA PROGETTUALITÀ

“Svegliati! Datti da fare! Hai soltanto una giornata di vita da vivere perciò utilizzane al meglio ogni istante. Quando verrà il tempo di andare a letto, dormirai tanto meglio, quanto più sarai stato attivo durante la giornata. La felicità è tua, purché tu guidi bene la tua canoa” (B.P.)

Educare alla progettualità è una componente essenziale della proposta educativa scout. Ogni azione prevede una progettazione scandita da tempistiche e obiettivi da individuare, raggiungere e verificare sistematicamente. Questo approccio educativo è volto a creare nei ragazzi e nelle ragazze la consapevolezza di poter intraprendere ogni “grande impresa” con estrema lucidità. Per imparare a progettare è necessario riconoscere i propri errori ed i propri successi. Progettare vuol dire esser capaci di porsi degli obiettivi e raggiungerli in modo consapevole. Abbiamo scelto questa come area di priorità perché crediamo che progettare la propria vita porti alla realizzazione e alla felicità. Per questo, il “guidare la canoa” di Baden Powell non rappresenta altro che “l’arte di sapersi progettare”. Per educare alla progettualità abbiamo individuato un percorso che parte dalla conoscenza della struttura di un progetto, per arrivare a consolidare l’utilizzo del metodo progettuale esteso ad ogni ambito. Motivazione e Metodo costituiscono le basi della stesura di un progetto e devono essere ben chiare e definite. La Responsabilità è una componente che attribuisce alla progettualità un’assunzione di consapevolezza ed intenzionalità. La Decisione vuol dire arrivare ad essere pienamente consapevoli delle difficoltà, riuscendo a portare ugualmente a termine i progetti con successo. Progettare, all’interno dell’educativa scout, si traduce nell’avere il pieno controllo della propria vita; progettare bene conduce alla propria autorealizzazione e quindi alla felicità.

COLTIVARE LA MOTIVAZIONE:

  • Sfruttare tutti gli stimoli per appassionarsi alle cose (I anno)

IMPARARE UN METODO

  • Imparare le fasi della progettazione (I anno)
  • Sapersi dare delle tempistiche e portare a termine i progetti (II anno)
  • Imparare a verificare per creare un punto di partenza per un nuovo progetto, cogliere l'utilità della verifica (II anno)

ESSERE RESPONSABILI:

  • Capire l'importanza di un impegno e rispettarlo (II anno)
  • Saper gestire i propri progetti con autonomia (III anno)

SAPER DECIDERE:

  • Interiorizzare la progettazione ed estenderla nella propria vita (III anno)
  • Sapersi porre delle domande durante il progetto, individuare in itinere gli errori che si stanno compiendo e correggerli per portarlo a compimento (III anno)
EDUCARE ALLA FEDE

“La Comunità Capi propone in modo esplicito ai ragazzi, con il metodo e la spiritualità che caratterizzano lo scautismo, l'annuncio di Cristo, perché anch'essi si sentano personalmente interpellati da Dio e gli rispondano secondo coscienza.” (Patto associativo AGESCI)

L’analisi e la verifica della proposta di fede in attività negli ultimi tre anni hanno evidenziato come sarebbe stato utile un percorso strutturato e progettato in modo continuativo al fine di massimizzare l’impatto sui ragazzi. Da qui la decisione di inserire nel Progetto Educativo un punto dedicato alla proposta di fede, sempre presente nelle nostre attività, ma alla quale vogliamo dare una maggiore organicità tra le varie unità e una più forte progettualità. Partendo da questo presupposto abbiamo sviluppato un percorso che risponda alle esigenze dei ragazzi aderendo inoltre alla proposta formulata dalla Chiesa Ambrosiana per i giovani. (Prospettive di pastorale giovanile). Una delle maggiori criticità evidenziate riguardo alla proposta di fede è la grande diversità dei ragazzi, sia a livello anagrafico che a livello di maturità personale. Per questo abbiamo cercato di declinare nei tre anni un progetto progressivo partendo da quelle che consideriamo le basi per affrontare poi con la consapevolezza necessaria temi importanti e non scontati. Prendendo spunto da quelle che sono le caratteristiche delle prime comunità cristiane (At 2, 42:47), il percorso affronta i temi centrali nella vita di ogni credente inserendoli nella nostra esperienza di comunità scout.

AVERE FAMILIARITÀ CON GLI ASPETTI FONDAMENTALI DELLA FEDE

Erano perseveranti negli insegnamenti degli apostoli… (Parola)
  • Conoscere strumenti per approcciare la parola di Dio (I anno)
  • Riconoscere la parola come guida per la mia vita (II anno)
  • Riconoscere la parola come guida per la vita di comunità (III anno)

FARE ESPERIENZE DI PREGHIERA IN CUI SENTIRSI PROTAGONISTI

Nello spezzare del pane e nella preghiera… (Preghiera)
  • Fare esperienze di preghiera e non solo di catechesi (attività incentrate maggiormente su riflessioni) (I anno)
  • Fare esperienza della preghiera come dialogo intimo con Dio (II anno)
  • Vivere i sacramenti come un momento che celebro e non che subisco (III anno)

VIVERE LA COMUNITÀ NEL SUO SENSO PIÙ AUTENTICO SUL MODELLO DELLA COMUNITÀ ALTERNATIVA DEGLI APOSTOLI

La comunione fraterna… (Vera comunità)
  • Scoprire le peculiarità di essere comunità secondo il Vangelo (Mt 5, 1-12, discorso della montagna) (I anno)
  • Scoprire i diversi volti della Chiesa non solo la “Chiesa istituzionale” (II anno)
  • Condividere l’esperienza di fede con chi la vive sullo stesso territorio (parrocchia, decanato…) (III anno)

COMUNICARE LA FEDE CON LA VITA

E il signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati… (Testimonianza)
  • Conoscere e fare esperienza di forme ecclesiali di testimonianza della fede (I anno)
  • Gli aspetti irrinunciabili del cristiano nella responsabilità verso il mondo (II anno)
  • Riconoscere e vivere lo stile di vita del Vangelo (III anno)